27/07/2006
Speciale portafogli azionari
La divisione finanza di Espeira è in grado oggi di offrire ai propri clienti, una
consulenza indipendente specializzata sull’investimento in portafogli azionari.
Da oggi i nostri clienti che normalmente operano su singoli titoli azionari potranno beneficiare di un supporto scientifico,
basato su un testato algoritmo matematico di calcolo, per avere
precise indicazioni di acquisto o vendita di un paniere di titoli azionari selezionati nel mercato italiano. Sulla base dei dati storici e del trend attuale questo sistema consentirà di
migliorare notevolmente la propria metodologia e ottenere dei risultati soddisfacenti nel proprio trading.
La Filosofia
Quali sono le metodologie utilizzate?
Probabilità di successo
La forza relativa
La Filosofia
La filosofia è semplice e chiara:
- Investire nei mercati finanziari solo quando conviene
- Investire nei mercati finanziari solo dove conviene
- E’ meglio rischiare di non guadagnare molto che rischiare di perdere molto
E proprio grazie alle
strategie di investimento sistematiche basate su algoritmi matematico/statistici è possibile mettere a punto delle strategie di investimento che applicate con costanza permettono di
avere risultati sopra la media con una riduzione del rischio inteso come volatilità dell’investimento.
L’obiettivo è quindi quello di offrire un
servizio di consulenza che permetta di
aumentare la performance attesa con una sostanziale
riduzione del rischio assunto ottenendo dei
risultati superiori alla media di mercato.
Le metodologie si basano sulla capacità di riconoscere e seguire i trend di mercato, sia seguendo le serie storiche, quindi facendo timing sistematico, sia per i trend nei rapporti tra titoli ed indice (forza relativa) che permettono di effettuare uno stock picking anch’esso sistematico.
Ovviamente utilizzare delle tecniche per individuare quando inizia o termina un trend significa accettare una percentuale di errore tanto minore quanto sono sofisticati i sistemi di analisi, ma comunque esistente, oltre ad un periodo pari a circa il 33% del tempo in cui tale metodologia non è in grado di produrre risultati apprezzabili.
Nonostante questi limiti, i vantaggi che offre una corretta metodologia di timing sono talmente importanti nelle fasi di trend (sia esso al rialzo o al ribasso) da giustificare l’esistenza e l’utilizzo di queste strategie.
L’utilizzo di una strategia di timing porta ad un miglioramento dell’efficienza riducendo la volatilità intrinseca del portafoglio, poiché l’investimento, per alcuni periodi, non è esposto all’andamento del mercato azionario.
Prendere ogni settimana delle importanti decisioni significa sottoporsi a possibilità di errore tanto più elevate quanto minore è il periodo di osservazione.
Chiaramente in un’ottica di investimento azionario, dove la casualità del periodo di entrata e dell’andamento di mercato è molto elevata, giudicare la validità di un sistema nel breve periodo porta a considerazioni spesso distanti dalla realtà dell’investimento, che è e deve rimanere di medio/lungo periodo.
| Periodo |
Successi |
| Settimanale |
58% |
| Mensile |
62,5% |
| Trimestrale |
71,3% |
| Semestrale |
86,8% |
| Annuale |
92,9% |
| 2 anni |
100,0% |
| 3 anni |
100,0% |
Sia nel Back Test che nella realtà comunque, non c’è mai stato un arco temporale di due anni nel quale la Gestione Dinamica ha fornito un risultato inferiore a zero; questo nonostante anni come il 2002 dove il mercato azionario ha perso oltre il 30%.
Tale considerazione statistica non può necessariamente portare alla garanzia che in futuro non potranno verificarsi periodi di due anni in cui tale metodologia comporti perdite in conto capitale, bensì una ragionevole certezza che esiste persistenza nella creazione di valore aggiunto.
Circa il 90% dei prodotti dell’industria del risparmio gestito mirano a fare quanto la media, questo allo scopo pratico di evitare di commettere errori, ma così facendo si realizza meno di quello che performa il Benchmark nel lungo periodo (e ciò è dovuto anche ai costi). Il Benchmark, va ricordato, non è altro che la media dei titoli che vanno meglio e di titoli che vanno peggio in un determinato arco temporale.