10 settembre 2007
Le Borse calano? Impariamo qualcosa, una volta tanto.
Da parecchi mesi, ormai, si parlava di un possibile storno dei mercati, dopo una corsa pressoché ininterrotta dal marzo del 2003, che ha portato gli indici di tutto il mondo ad accumulare rendimenti superiori, in questi 4 anni, nel peggiore dei casi, al 40%, ma nei casi migliori, come ad esempio le Borse di Brasile, Russia, India e Cina, al 3/400%.
Ebbene, nonostante ciò in questi giorni, da parte di stampa e clienti sembra di essere sull’orlo di un precipizio incontrollabile.
A ben vedere tutta questa bufera ha portato a delle correzioni degli indici tutto sommato modeste, nell’ordine del 7-8% rispetto ai massimi di luglio e le notizie non troppo positive che, in aggiunta alla questione mutui sub-prime, stanno uscendo circa la salute dell’economia statunitense ed europea non stanno innescando delle vere e proprie situazioni di “fuga” dall’azionario, quanto piuttosto un riposizionamento selettivo che, da un certo punto di vista, rende più razionale l’andamento dei titoli. Ad una fase di eccessivo deprezzamento, infatti, che ha propiziato un aumento indiscriminato di tutti i listini, oggi, con i prezzi che hanno raggiunto valori ragguardevoli rispetto agli utili attesi, si vanno a scegliere i titoli di quei settori che possono meglio tutelare l’investitore in una fase di incertezza, come del resto sempre avviene.
E’ ora di finirla con i clamori e i pessimismi su questioni che non li giustificano. Questa non è informazione, ma sensazionalismo. L’investitore così non ci capisce nulla.
Per chi ha un portafoglio ben bilanciato e diversificato, che risponde bene alle proprie esigenze, queste non sono altro che delle occasioni, perché nel frattempo alla propria impostazione “strategica” avrà fatto seguire degli aggiustamenti di tipo “tattico” che l’avranno portato a ribilanciare il portafoglio mano a mano che l’investimento azionario produceva utili, riportando sempre il peso della componente a rischio nei limiti prescelti all’origine.
E sta proprio qui la questione: quanto un risparmiatore medio ha capito che DEVE stabilire una strategia di investimento prima di muoversi? Qual è il significato della parola ai più sconosciuta Pianificazione? Perché bisogna pianificare allo stesso modo per cui bisogna assicurarsi di avere il portafoglio in tasca prima di andare a fare la spesa?
Questi sono gli interrogativi che deve porsi un risparmiatore e deve essere aiutato a farlo dai media soprattutto in situazioni che si ripeteranno sempre, come questa. Quegli stessi media che troppo spesso usano gli articoli scoop per vendere qualche copia in più.
La navigazione a vista comporterà sempre il fatto di essere in balia degli eventi, e la cosa peggiore è che non si riusciranno mai ad evitare i peggiori, mentre non si sarà mai in grado di beneficiare dei migliori.
Il consulente agli investimenti, ora che anche a livello normativo è stata finalmente prevista una figura che operi in modo indipendente, cioè slegato da ogni possibile tornaconto di scuderia e rivolto esclusivamente ad ottenere il massimo risultato per il cliente, questo deve verificare, che ci sia cioè una comprensione vera di ciò che significa tutelare un patrimonio finanziario e permettere al cliente di uscire dal gioco al massacro del sensazionalismo fine a sé stesso.