19 settembre 2007
I risultati negativi dei Fondi Pensione
Scalpore e preoccupazione in seguito ai risultati dell’ultimo bimestre dei Fondi Pensione delle linee più prudenti, che investono in obbligazioni.
Questo quanto descritto in un editoriale odierno de “Il sole 24 ore”, in cui trovano spazio i risultati di una serie di fondi pensione aperti, tra cui Fonchim con il -0,46%, il Fondo Moneta di Fonchim con il -0,29%, il Fopen monetario (Enel) con il -0,21%, sempre nel bimestre.
La motivazione? L’innalzamento degli spread dei titoli obbligazionari corporate in seguito alla crisi dei mutui subprime.
Nel leggere queste notizie, spiattellate e messe in evidenza addirittura in prima pagina, non posso fare a meno di pensare quale possa essere la finalità che sta dietro a tale informazione. Mi rifiuto di credere che Marco Lo Conte, abile e preparato conduttore di rubriche di Radio 24 destinate al risparmio, e autore dell’articolo, possa aver prestato il fianco in maniera così netta a quanti vedono nel flop dei fondi pensione aperti e di categoria un’opportunità per il proprio business. Mi riferisco in primo luogo alle compagnie di assicurazione, forti del fatto che i fondi assicurativi monetari hanno un criterio di valorizzazione del portafoglio che prevede la non oscillabilità del prezzo del titolo, facendo fede quello di carico. E’ evidente che sfrutteranno questa notizia per delle iniziative commerciali da dare in pasto alle proprie reti di vendita, adducendo il fatto che mentre i fondi aperti, anche nei comparti ritenuti più sicuri, hanno avuto ripercussioni negative, i fondi assicurativi hanno dimostrato una miglior tenuta. Omettendo, ovviamente, di parlare dell’incidenza dei costi molti più alti di questi ultimi che, già da soli, bastano a più che compensare numerosi altri ribassi di questo tenore nel lungo periodo.
Ma veniamo alla questione. Innanzitutto va evidenziata la particolarità del momento, caratterizzata dalla crisi di tutte quelle banche maggiormente esposte nei mutui ad alto richio (cosiddetti subprime).
In questo frangente anche titoli molto solidi, come ad esempio le obbligazioni a tasso variabile di Merrill Linch, che, pur avendo rating Standard & Poor's AA- (per capirci pari all’affidabilità dell’Italia), nella scadenza 2014 hanno avuto una riduzione del 3% negli ultimi 2 mesi.
L’improvviso timore che il mercato possa avere tensioni di liquidità, con un conseguente forte innalzamento dei tassi a breve, ha poi completato l’opera facendo aumentare la percezione di rischio per tutto il settore aziende in generale che avrebbe visto un incremento degli oneri finanziari a breve con conseguenti ripercussioni su liquidità e margini operativi, se la situazione dovesse durare a lungo.
Risultato: tutti i titoli obbligazionari corporate, chi più, chi meno, hanno subito un'innalzamento dei rendimenti necessario per compensare l'aumento della percezione del rischio.
E’ evidente che questo stato di cose è destinato ad avere una durata momentanea e che gli equilibri torneranno a livelli di normalità non appena il fenomeno che ora crea incertezza sarà stato quantificato e meglio definito.
L’orizzonte temporale di chi sottoscrive un fondo pensione aperto o di categoria, non è certo di alcuni mesi e non c’è motivo di mettere in discussione una gestione guardando a scenari così brevi. Anzi, una diversificazione del gestore nei titoli corporate a basso rischio (lo fa capire l’entità esigua della correzione), è volto soprattutto a garantire ai sottoscrittori un miglior risultato, visti gli spread più alti riconosciuti rispetto ai titoli di stato.
Gli atteggiamenti da tenere in questa fase sono invece altri, come quello di cogliere l'opportunità, selezionando i titoli più solidi, di acquistarli a prezzi più interessanti e quindi a rendimenti maggiori, cosa che non manche ranno di fare i gestori che avessero liquidità disponibile, oppure capire se chi ha investito in fondi obbligazionari di breve termine ha realmente un orizzonte temporale così breve, o non l'abbia invece fatto per l'incapacità di comprendere la funzione del tempo nella gestione del rischio.