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Liquidazione o Fondo Pensione?


Per chi può scegliere, decidere se mantenere la liquidazione o fare confluire il TFR nel fondo è un vero dilemma!

Dal 2000 al 2004 nessuno dei nuovi fondi pensione aziendali o di categoria ha reso più della liquidazione..

L'unico ad averla battuta è stato Previndai (dirigenti industriali): secondo uno studio di Cattolica Assicurazioni, in questo caso cento euro versati sarebbero divenuti 129,5 rispetto ai 117,3 che nello stesso periodo sarebbero venuti dal Tfr.

Ricordiamo che la rivalutazione del TFR si basa sulla seguente formula: 1,5% + 75% dell'inflazione. Ciò significa che nel periodo considerato, il TFR si è rivalutato in media del 3,24% annuo, contro il 5,3% annuo del Previndai.

Al pari delle altre casse previdenziali preesistenti al 1993, anche Previndai può investire in polizze che garantiscono un rendimento minimo e il consolidamento dei risultati, grazie a cui le performance acquisite sono definitivamente riconosciute al sottoscrittore: sul piano delle garanzie finanziarie, in pratica, combatte ad armi pari con il Tfr.

E i nuovi Fondi?

La gestione assicurativa non è invece consentita ai nuovi fondi (chiusi o aperti). Se i cento euro fossero stati versati in uno dei maggiori fondi chiusi già operanti, alla fine dei cinque anni il risultato finale avrebbe oscillato dal 111,12 di Fonchim (chimici) ai 108,95 euro di Fondenergia (gruppo Eni). Chi avesse impiegato la stessa somma in un fondo comune bilanciato o azionario, del resto, avrebbe avuto indietro solo 88,3 e 62 euro: in questo caso, per omogeneità, il raffronto non tiene conto dell'aliquota dell’1 % che dal 2001 si applica al Tfr Anche a dieci anni, Previndai avrebbe offerto il miglior risultato. «Il nostro rendimento è sempre stato sensibilmente superiore a Tfr e inflazione, e nel 2004 si è attestato al 4,1% netto — spiega Stefano Sansolini, presidente di Previndai —. Il differenziale, però, si sta riducendo e per questo abbiamo lanciato due comparti più aggressivi. Sinora sono stati scelti solo da oltre 2 mila iscritti attivi, su un totale di 52 mila».

 

Preferire il rischio o il rendimento garantito?

«Nel lungo periodo i fondi pensione sono in grado di battere il Tfr — sostiene dal canto suo Fabio Carniol, che dirige il centro di competenze previdenziali del gruppo Cattolica. Nei loro confronti, però, il Tfr presenta un importante vantaggio, il consolidamento del risultato annuo. Un paracadute meno ampio è invece offerto dai fondi di nuova istituzione». In pratica, chi riscatta in tutto o in parte il montante accumulato può ricevere una somma inferiore ai versamenti. «Il consolidamento delle performance — spiega Carniol — può essere offerto solo attraverso una gestione assicurativa tradizionale».

Per i nuovi fondi, quest'opzione non è stata ancora inserita nel decreto attuativo, approvato venerdì scorso dal governo. In vista del trasferimento del Tfr, anche i chiusi cercano di rispondere alla domanda di investimenti a basso rischio. Dal primo maggio, Cometa (metalmeccanici) prevede quattro linee d'investimento, fra cui una che dopo cinque anni offrirà un rendimento annuo del 2,5%. «Anche per gli altri comparti stiamo pensando di offrire una garanzia nelle ipotesi di pensionamento, premorienza o invalidità permanente — spiega Roberto Santarelli, presidente di Cometa —. Non sono pregiudizialmente contrario alle gestioni assicurative, ma bisogna vedere quanto costerebbero: per la nostra linea garantita, la commissione è di appena lo 0,12%, all'incir-ca come per le altre».

«Non capisco perché questa possibilità sia riservata solo ai vecchi fondi — sostiene invece Flavio Casetti, direttore di Cooperlavoro (soci e dipendenti delle cooperative) —. Il problema della protezione è senza dubbio molto sentito. Noi partiremo ad agosto con tre comparti: uno garantirà un rendimento minimo annuo del 2% alla scadenza dei quattro anni e nelle ipotesi di pensiona­mento, premorienza o invalidità permanente». Una garanzia per questi eventi è offerta anche da Eurofer (Ferrovie dello Stato): è del 2,5% annuo e riguarda il 60% del patrimonio del fondo.

da: “Corriere Economia di lunedì 4 luglio 2005

Il decalogo per poter scegliere
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