Per un corretto approccio all'investimento
Spesso ci si chiede per quale motivo siano così frequenti i casi in cui i risparmiatori sono e si sentono traditi nelle proprie aspettative e quindi scontenti della gestione dei propri risparmi.
Il mercato non è chiaro? Non si è abbastanza tutelati? Pochi controllano i molti? Questo è quanto si è portati a pensare con sempre più elevata frequenza e i fatti spesso vanno in questa direzione.
Pur essendoci un indubbio fondo di verità, in realtà si tratta anche di un comodo alibi per giustificare la propria inesperienza. Nella realtà ciò che più conta è che troppo spesso l’approccio al mercato finanziario avviene in maniera contraria o comunque sbagliata rispetto a ciò che dovrebbe essere. Titoli come Parmalat, Cirio e affini non sarebbero mai stati "scaricati" ai risparmiatori se questi fossero stati consapevoli di quanto stavano acquistando. (Vedi articolo "Come recuperare la fiducia" nell'area riservata).
D'altro canto il risparmiatore italiano è passato in un tempo troppo breve dall'epoca dei "Bot people" a quella del trading on line. E' come dire: "Da domani non sono più un lavoratore dipendente, sono un imprenditore". Eh già, e il rischio d'impresa dove lo mettiamo? Ho tutti gli elementi per poter decidere se poter fare l'imprenditore, o mi manca qualcosa?
Il risparmiatore ha capito quale rischio si è accollato nelle scelte finanziarie che da fine anni '90 ha fatto o è stato indotto a fare? Ha mollato i bot, ma con quali obiettivi? Ha tutti gli elementi per diventare IMPRENDITORE nella gestione del proprio patrimonio?
Per evitare di cadere ancora in questi incidenti di percorso che vanno a minare quanto faticosamente costruito negli anni, la soluzione che proponiamo si sviluppa in tre fasi: capire, pianificare, investire.
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