I fondi comuni d'investimento sono strumenti del risparmio gestito: il gestore professionale (una SGR, Società di Gestione del Risparmio) offre una serie di "prodotti precostituiti" ed il risparmiatore aderisce al "prodotto" che più degli altri risponde alle sue esigenze.
La Società di Gestione “mette insieme” l’investimento di ogni singolo investitore e gestisce il tutto come se si trattasse di un unico cospicuo patrimonio. I fondi comuni, assieme ad altri strumenti finanziari che operano in maniera analoga, rientrano fra gli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR), così come definiti dalla vigente normativa.
Compito dei fondi comuni è quello di mettere a disposizione degli investitori competenze tecniche, monitorare l’investimento e offrire la possibilità di diversificare anche senza avere a disposizione cospicui patrimoni.
La Società di Gestione del Risparmio (SGR). Si occupa esclusivamente di gestire i soldi dei risparmiatori. Decide, quindi, nell'interesse del risparmiatore, quali titoli acquistare o vendere.
La Banca depositaria. E' la Banca che materialmente custodisce titoli e il denaro del fondo e, di conseguenza, dei risparmiatori. La Banca depositaria, inoltre, verifica la legittimità delle operazioni disposte dalla SGR.
Il collocatore. E' la Società che si occupa di "Vendere" le quote del fondo presso i risparmiatori.
Il risparmiatore effettua il proprio investimento presso il collocatore. Il collocatore, a sua volta, trasferisce l'importo al Fondo che lo versa alla Banca depositaria. Quando i soldi sono pervenuti alla Banca questa attribuirà al risparmiatore il numero di quote derivante dall'importo dell'investimento netto diviso il valore unitario della quota. Quando il risparmiatore vuole disinvestire, ne fa richiesta al collocatore o direttamente alla SGR. La SGR dà disposizione alla Banca depositaria di annullare le quote del risparmiatore e di far pervenire a quest'ultimo l'importo derivante dal numero di quote moltiplicato il valore unitario della quota.
N.B. A differenza di quanto viene detto dagli istituti di credito, per investire in un fondo comune di investimento non è necessario avere un conto corrente. Nel caso in cui i ll fondo preveda una distribuzione delle cedole bisogna indicare il conto presso il quale devono essere accreditati gli importi.
maggiore è la percentuale di azioni che un fondo ha in portafoglio e maggiore è il rischio connesso ad un investimento in quel fondo.
La quantità di azioni contenute in un fondo, però, non è l'unico parametro per misurarne la rischiosità. Questa dipende anche dal mercato in cui si investe e più precisamente:
Un fondo azionario che investe sul mercato europeo, per esempio, sarà meno rischioso di un fondo azionario che investe nei paesi emergenti (sono quei paesi in via di sviluppo).
Più è ampio il mercato su cui può investire un fondo e minore sarà il rischio. Ciò è legato alla diversificazione, metodo utilizzato per ridurre il rischio. Un fondo azionario internazionale, ad esempio, sarà meno rischioso di un fondo azionario Italia.
Inoltre:
Due fondi appartenenti alla medesima categoria, infine, con identiche percentuali di azioni in portafoglio e, magari, con uguale rendimento, possono avere diversi gradi di rischio. Come valutarli? dalla loro volatilità.
La prima riesce ad essere percepita dal cliente poiché se li vede materialmente addebitare alla sottoscrizione del contratto o, in alcuni casi, al momento del disinvestimento. Riguardano:
le commissioni d'ingresso: sono trattenute direttamente dal capitale investito e vengono calcolate in percentuale sul capitale conferito. Tale percentuale diminuisce con l'aumentare della somma investita.
le commissioni di uscita: le commissioni di uscita, invece, decrescono percentualmente con l'aumentare della durata dell'investimento.
La seconda invece riguarda quei cosri che non vengono direttamente addebitate, ma vanno a decurtarei il valore della quota e sono:
commissioni di gestione;
eventuale commissione d'incentivo (solo se il Fondo rende di più di un determinato indice);
oneri fiscali
oneri gestionali attinenti l'attività di gestione (spese da riconoscere alla Banca depositaria; parcelle da riconoscere alla Società di revisione ecc. ecc.).
Quando viene eseguito il calcolo del valore della quota, infatti, dopo aver calcolato il valore dei titoli in portafoglio al fondo, si addebita il Fondo di tutte le spese e poi si divide il risultato per il numero delle quote in circolazione.
il calcolo delle imposte dovute è effettuato giornalmente ed immediatamente decurtato dal valore della quota. Il valore delle quote pubblicato, infatti, è al netto di tutte le spese e delle imposte che, per le persone fisiche, sono a titolo definitivo. Questo significa che il risparmiatore che disinveste ricava un controvalore pari al numero delle quote moltiplicato il valore della quota del giorno del disinvestimento, senza, peraltro, dover adempiere ad alcun obbligo fiscale.
I proventi conseguiti nell'esercizio di attività di impresa commerciale, al contrario, concorrono a formare il reddito dell'anno fiscale in cui vengono percepiti. Su tali redditi è riconosciuto un credito d'imposta del 15%.
Fondo il cui patrimonio varia continuamente per effetto dei riscatti, che provocano una diminuzione del patrimonio, e delle nuove sottoscrizioni, che ne determinano un aumento. In ogni momento i risparmiatori possono acquistare delle quote dalla società di gestione, che provvede a emettere nuove quote, o vendere le quote, che vengono riacquistate dalla società di gestione. Quando si parla genericamente di fondi comuni, si allude sempre a fondi che hanno questa caratteristica.
Fondo il cui patrimonio, e quindi il numero delle quote, è fissato al momento della sua promozione. Eventuali incrementi del patrimonio possono essere effettuati solo con un aumento del capitale sociale. Le quote del fondo possono essere acquistate solo in Borsa. Per quanto riguarda la vendita, se il fondo ha una scadenza, viene liquidato e i guadagni vengono ripartiti fra i sottoscrittori, se non è prevista una scadenza, le quote possono essere vendute solamente in Borsa. Generalmente i fondi chiusi investono in imprese non quotate di piccole e medie dimensioni.